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Strategie e guide per la carriera

IL RUOLO DEL RSPP: cosa fare per restare al passo con i tempi

Fortunatamente il mondo della sicurezza sui luoghi di lavoro sta cambiando ma, nonostante questo, il ruolo del RSPP ( Responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione sui luoghi di lavoro) è ancora sottovalutato e non è ancora al passo con i tempi.

Un’affermazione forse un po’ severa, ma di cui dobbiamo tenere conto. In questo articolo vogliamo descrivere la tendenza sbagliata di alcuni RSPP a sottovalutare il proprio ruolo, limitandosi a svolgere ruoli tecnici piuttosto che manageriali, e analizzarne le motivazioni sottostanti.

Chi è il RSPP e come siamo abituati a conoscerlo

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Secondo il Decreto legislativo 81/2008 è la persona designata dal datore di lavoro al coordinamento del servizio di prevenzione e protezione dai rischi presenti nei suoi ambienti di lavoro.

Tale figura, che può essere nominata internamente all’azienda o esternamente, deve essere in grado di collaborare con il datore di lavoro, al fine di organizzare e gestire la sicurezza in modo adeguato e conforme alla normativa. E fin qui nulla di nuovo!

Ma la figura del RSPP nasconde falsi miti da sfatare, potenzialità inesplorate e competenze manageriali specifiche di a cui bisognerebbe dare grande rilievo.

Il lavoro nel settore della sicurezza in questi decenni, infatti, si è evoluto di pari passo con quello delle realtà industriali con cui interagisce.

Cosa vogliamo dire?

Che l’innovazione e la tecnologia hanno dato vita a nuovi processi e dinamiche aziendali, sia a livello produttivo che di coordinamento delle risorse interne, richiedendo, di conseguenza, una differente modalità di gestione della sicurezza sul lavoro e nuove competenze tecnico-manageriali da mettere in campo.

Il ruolo del RSPP e i nuovi scenari di rischio

La domanda sorge spontanea.

Quanto gli RSPP sono in grado di adeguarsi al cambiamento?

Tanto? Poco? Il fatto è che molti non riescono a stare al passo, principalmente per i  seguenti fattori:

  1. L’approccio sbagliato nel ricercare formazioni adeguate e non limitarsi a quella obbligatoria dettata dalla normativa vigente.

Perché la formazione sulla sicurezza sul lavoro non è una legge.

A livello normativo è stato finalizzato l’accordo Stato/Regioni del 7 luglio 2016

finalizzato alla individuazione della durata e dei contenuti minimi dei percorsi formativi per i responsabili e gli addetti dei servizi di prevenzione e protezione, ai sensi dell’articolo 32 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modificazioni”.

Tale accordo però , non tiene conto delle “ nuove criticità” sorte nel mondo della sicurezza aziendale ed in contrasto con le competenze standard degli RSPP, i quali molto spesso si scontrano con realtà aziendali  che richiedono formazione specifica per RSPP rispetto a quella generalmente offerta dagli enti preposti.

2.La poca predisposizione nel ricercare ed individuare i nuovi scenari di rischio nelle industrie e specializzarsi nella gestione e coordinamento degli stessi, anticipando le esigenze presenti e future.

3.La scarsa abitudine a “cogliere le nuove opportunità”. Il RSPP  spesso è ancora visto come una delle figure accessorie legate alla sicurezza”.

Bisogna invece capire che tale figura, nell’ambito sicurezza, offre una grandissima opportunità, ma molto spesso dipende dall’approccio allo svolgimento della professione.

Quali sono le  nuove competenze che devono possedere oggi gli RSPP nei luoghi di lavoro?ruolo del rspp

Partiamo dal presupposto che le nuove competenze sono  quelle che

nessuno si aspettava di dover avere quando in Italia ha cominciato a

diffondersi la normativa sulla sicurezza, che oggi conosciamo bene.

Lo scenario normativo degli anni 50 richiedeva  un approccio, da parte degli operatori della sicurezza, totalmente tecnicistico.

Con il recepimento delle direttive europee si è introdotto il concetto di organizzazione della sicurezza ed esigenza di confronto tra i diversi operatori di settore e le aziende . 

In questo scenario,  i RSPP ricoprivano un ruolo di sostegno del datore di lavoro, e coinvolgevano più persone  nell’organizzazione aziendale a favore dello sviluppo della sicurezza all’interno di qualsiasi luogo di lavoro.

Fu proprio questo il principio fondante del ruolo del RSPP, che oggi conosciamo bene ma che , a volte, non ne comprendiamo le potenzialità, restando ancorati  ai semplici concetti di “ tecnicismo”.

Cosa deve essere in grado di fare invece un RSPP? 

Il mondo della sicurezza è cambiato, e fin qui sembra tutto chiaro. Quello che ci appare meno chiaro, invece, è come bisogna muoversi per sviluppare la propria professione in questo mondo lavorativo che sembra così ostile ad ogni iniziativa.

Oggi le competenze si sono notevolmente ampliate.

Oggi il RSPP non è più soltanto un tecnico ma un vero e proprio  consulente del datore di lavoro, della persona di riferimento all’interno di un’organizzazione aziendale.

La capacità di essere consulente riguarda sempre più la sfera gestionale e manageriale.

E quali sono le difficoltà, nelle situazioni lavorative in cui si trova ad operare un RSPP?

Sicuramente le difficoltà riguardano gli innumerevoli contesti di rischio sviluppatisi in concomitanza con lo sviluppo di industrie e tecnologie.

Parliamo ad esempio di:

  • stress lavoro-correlato,
  • campi elettromagnetici,
  • rischio meccanico o chimico.

La lista dei rischi è veramente lunga ed è impensabile oggi nominare un RSPP esperto in ognuno di questi rischi.

Cosa deve fare il RSPP per restare al passo con i tempi?

IL RSPP deve avere le competenze per gestire settori molto diversi tra loro:

  • gestire tutte le peculiarità;
  • anticipare ed analizzare i nuovi rischi;
  • Avere una formazione specializzata per la gran parte di essi.

Essendo la figura di riferimento dev’essere un tuttologo ed un intenditore della varietà dei rischi, così da poter compiere azioni decisionali giuste e mettere in atto l’efficace coordinamento delle risorse aziendali.

Parliamo infine di  formazione.La normativa vigente in campo formazione “aiuta gli RSPP” a rimanere al passo con i tempi?

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Immaginiamo la vostra risposta in merito, proviamo ad analizzare brevemente la situazione.

Un  grandissimo problema dell’erogazione della formazione è la qualità della stessa.

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Noi sappiamo benissimo che la formazione di settore è un business che comporta mille difficoltà, a partire dalla “promozione di una formazione di qualità”.

Crediamo che è l’operatore stesso che deve tutelare se stesso, scegliendo percorsi davvero utili al proprio sviluppo come professionista, indipendentemente dal fatto che il contesto normativo aiuti o meno.

Percorsi che hanno un obiettivo chiaro e degli step intermedi raggiungibili nel medio periodo.

Tornando al discorso del RSPP,  perché stiamo parlando soprattutto di formazione del RSPP?

Perché è a questa, secondo noi, che dobbiamo rivolgere la massima attenzione, in quanto incide su uno dei ruoli di settore più predisposti allo sviluppo di competenze manageriali necessarie al mondo della sicurezza nei luoghi di lavoro.

 

Jessica Gaglione

Sono una libera professionista in ambito Digital Marketing. La passione per la "crescita" sia a livello individuale che aziendale, mi ha indotta ad affiancare piccole e medie aziende che vogliono comunicare il valore aggiunto di ciò che hanno da offrire sul mercato. HS FORMAZIONE ha ideato un piano di crescita professionale nel settore della sicurezza sul lavoro, pieno di concretezza e di valori, tutti da comunicare e mettere a disposizione dell’utente.